Architettura/appartamento

APPARTAMENTO VIA DURINI

Architettura
Architettura

data: 2025

località: Milano, Italia

stato: realizzato

cliente: privato

architetti: Ruggero Moncada, Fabrizio Introini

produzione arredi su misura: Andrea Quintavalle

Il progetto nasce dalla ridefinizione dell’appartamento a partire dalla sua distribuzione e dalla volontà di fare della grande zona giorno uno spazio capace di accogliere funzioni diverse senza renderle immediatamente riconoscibili.

Il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina sono riuniti in un unico ambiente. Al centro del progetto è una grande credenza in legno di Mogano Sipo che contiene la cucina: un mobile progettato come un arredo domestico, sospeso tra il rigore del design giapponese e il linguaggio degli anni Quaranta, epoca alla quale risale l’edificio. Quando è chiuso, il piano nero lucido, continuo con il piano cottura, il lavello richiudibile e il rubinetto retrattile fanno scomparire quasi completamente la funzione della cucina. Aperto, lo stesso mobile rivela invece una cucina completa e trasforma l’ambiente in uno spazio conviviale.

Anche il grande tavolo progettato da Martino Gamper per il committente partecipa a questa ambiguità: insieme alle sedie di Gio Ponti, può apparire come un elemento di arredo, un grande tavolo di studio o una consolle; apparecchiato diventa invece il tavolo da pranzo. La vicinanza con i divani contribuisce a mantenere l’intero ambiente leggibile come un grande salone, anche quando al suo interno sono presenti tutte le funzioni della casa.

I nuovi parquet in rovere posato alla francese e gli arredi su misura, progettati nello stesso mogano della cucina, costruiscono una continuità materica che prosegue nel guardaroba e nelle altre armadiature.

Nei bagni il progetto si confronta invece con la memoria dell’edificio: sono interamente rivestiti in marmo Fior di Pesco, scelto anche in relazione al marmo presente nell’androne del palazzo. Ogni lastra è stata studiata e posata secondo un disegno preciso, così da ottenere una continuità e una forte coerenza dell’insieme.

Il progetto cerca così di moltiplicare le possibilità di uno stesso spazio senza dividerlo, facendo convivere cucina, soggiorno e sala da pranzo in un unico ambiente nel quale la funzione può apparire, scomparire o cambiare attraverso pochi gesti.

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